
Tre giorni di Lucca, tre giorni in mezzo ai fumetti. Tre giorni esaltanti, anche grazie alla mia ragazza che mi ha accompagnato tra fumettari sudaticci, cosplayer seminudi, resse incredibili nel padiglione degli editori e montagne, fiumi e praterie di fumetti ovunque.
L'ultima volta che ero stato a Lucca, quattro o cinque anni fa, era stato tutta un'altra cosa. Molto meglio oggi. Anche perché tre giorni sono il tempo minimo per vivere l'atmosfera, parlare con gli autori, nel mio caso fare anche qualche intervista, e comprare, comprare e comprare.
Ci sarebbero tante cose da raccontare, le chicchierate con Giuseppe Camuncoli, Matteo Casali, Bryan Talbot, Roberto Recchioni ecc. Ma per quelle vi rimando ai prossimi numeir di Anteprima.
Per mi limito a questa. Entro nello stand della Pan, e vengo presentato a un signore sui quaranta, con gli occhiali e una faccia famigliare. "Piacere, Stefano. Mi pare che ci siamo già visti..". Lui: "Piacere. Leo Ortolani": Io: "Ah. Quel Leo Ortolani?". E scompaio nel magazzino per non sprofondare sottoterra nell'imbarazzo.
continua...
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